Broker sostituto d'imposta?

17.03.2020

Farsi amministrare direttamente dal broker i propri adempimenti fiscali? E' questa la scelta preferibile per chi fa trading? Oppure conviene indirizzarsi verso broker che continuano ad operare con regime dichiarativo?

Tutti gli investimenti che è possibile effettuare tramite le piattaforme di trading sono sottoposti a tassazione nel caso di guadagno conseguito. In Italia, almeno per il momento, si dovrà pagare il 26% sul netto del guadagno conseguito durante l'anno fiscale, e il 12,5% sulle obbligazioni statali emesse da autorità che non sono in black list in Italia.

A prescindere dal fatto che sia l'investitore stesso (o il commercialista) ad effettuare il calcolo o lo faccia il broker, si dovranno pagare le medesime commissioni su questo specifico tipo di trading, e più in generale su ogni tipo di investimento. I broker sostituto d'imposta invece si occupano di questa vicenda al posto dell'investitore. Si occuperà lui quindi di trattenere somme quando una posizione viene chiusa in guadagno e di versarle al fisco.

Quando è l'investitore che si occupa di pagare le tasse sui guadagni si parlerà di regime dichiarativo, nel secondo caso invece, quando è il broker che si fa carico dell'incombenza, si parlerà di regime amministrato. Ci sono diversi aspetti da tenere in considerazione prima di scegliere un broker sostituto di imposta:

  • offrono commissioni più elevate, il servizio di sostituzione di imposta viene fatto pagare per vie traverse, per esempio con le commissioni più elevate, spread più alti, ecc
  • possono operare solo in Euro
  • sarà possibile scalare le minusvalenze soltanto l'anno successivo

Invece scegliendo un broker con regime dichiarativo, se si hanno altri investimenti, si potrebbe risparmiare qualcosa a livello di tasse scalando eventuali perdite che andranno a sottrarsi dai guadagni conseguiti con altri strumenti, e viceversa.

Inoltre con il regime dichiarativo non si pagheranno due volte le imposte sui dividendi. Si tratta di una follia, ma questa è la situazione attuale in Europa: scegliendo un broker con sostituto di imposta si potrebbero pagare due volte le imposte sui dividendi.

Quando si opera su mercati particolari (ad esempio i futures, ma questo è valido anche per il Forex operato a leva), nel caso in cui la scelta sia ricaduta sul regime dichiarativo, sarà possibile scalare dalle imposte le commissioni pagate sui trade.

Infine se si dovessero utilizzare diversi conti di trading per operare sui mercati, scegliere il regime amministrato sarebbe un'autentica follia. Questo perché non si potrebbero sommare plusvalenze e minusvalenze di ogni conto trading, ma ogni broker farà i conti per i fatti propri.

Crea il tuo sito web gratis! Questo sito è stato creato con Webnode. Crea il tuo sito gratuito oggi stesso! Inizia