Soci di una start-up: equity crowdfunding

03.01.2020

Investire in una start-up non è più solo una cosa da ricchi. Con meno di 500 € si possono acquistare quote di società che puntano forte sull'innovazione e con grossi margini di crescita. Chiunque può partecipare all'aumento di capitale di una start-up, sperando che il successo dell'azienda moltiplichi il valore dell'investimento. 

La speranza del piccolo investitore è la stessa di chi opera in borsa: quella di guadagnare rivendendo le quote al momento giusto o aspettando un pesce più grosso che acquisisca la società. Con l'equity crowdfunding le start-up riescono a ottenere i capitali di cui hanno bisogno per continuare a crescere. Di fatto è un vero e proprio aumento di capitale, solo che gli investitori sono soprattutto semplici cittadini. Come nel normale crowdfunding, chi cerca di raccogliere denaro stabilisce un obiettivo minimo (se non lo si raggiunge, chi ha versato ottiene i soldi indietro) ma anche un obiettivo massimo. Si può monetizzare in diversi modi:

  • rivendendo le quote a terzi, che però bisogna trovare da soli e a un prezzo da concordare dal momento che si tratta di un capitale illiquido;
  • aspettare che la società si quoti in borsa con un'offerta pubblica iniziale (IPO), in questa fase è possibile vendere le proprie quote, che in realtà ormai sono diventate azioni.
  • aspettare che venga acquisita da una società più grande che liquiderà tutte le quote a un prezzo - quasi sempre - più alto di quello originario;
  • confidare in una redistribuzione degli utili tra tutti i soci.

In ogni caso, visto che parliamo di società in crescita, l'investimento è quasi sempre di lungo periodo. Per quanto riguarda i rischi:

  • fallimento dell'azienda, e in questo caso il rischio è maggiore rispetto a investire in azioni di un'azienda quotata in borsa, in quanto si sta parlando di aziende piccole (startup) e quindi più rischiose
  • poca liquidità del mercato, anche se l'azienda non dovesse fallire e restare stabile è molto difficile rientrare in possesso del proprio capitale investito se non c'è un mercato degli scambi.

Il consiglio di tutti gli operatori di questo settore è quello di diversificare. Maggiore è il numero di società delle quali si diventa soci, minore è il rischio di veder svanire il proprio investimento iniziale.

Vantaggi fiscali

Dall'1 gennaio 2017 chi investe in startup e pmi innovative ha la possibilità di poter usufruire di detrazioni fiscali di un terzo dell'importo investito. Il nuovo socio persona fisica o impresa che entra nel capitale di una startup, potrà "scontare" dalle proprie tasse un terzo della somma versata nell'aumento di capitale. 

Per poter beneficiare delle agevolazioni, valgono le condizioni già previste dall'art. 5 del D.M. Mef 30 giugno 2014. Per lo più, il socio/investitore dovrà chiedere alla startup copia di una serie di documenti e certificazioni che questi dovrà produrre in sede di redazione del modello Unico, trai quali:

  • Certificazione che attesti il rispetto dei limiti massimi per i conferimenti relativamente al periodo di imposta in cui è stato fatto l'investimento;
  • Piano di investimento della startup, contenente le informazioni dettagliate sull'oggetto della propria attività, sui prodotti e sull'andamento (attuale o previsto) delle vendite e dei profitti.
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